Codemotion 2010 slides
MongoDB with mongoshell (JS), Java 10gen Driver, Casbah 10gen scala driver
Javascript, Clojure, Scala
Pro-Netics: Serious Fun
Hibernate Search
Presentazione tenuta al Jug Sardegna Meeting su tecnologie Jboss.
La presentazione mostra il funzionamento e le caratteristiche di Hibernate Search
Author:Sanne Grinovero
Infinispan
Presentazione tenuta al Jug Sardegna Meeting su tecnologie Jboss.
La presentazione mostra il funzionamento e le caratteristiche di Infinispan
Author:Sanne Grinovero
RESTEasy
Presentazione tenuta al Jug Sardegna Meeting su tecnologie Jboss.
La presentazione mostra i principi REST e come renderli utilizzabili con RESTEasy tramite annotazioni.
Vengono mostrate anche funzionalità avanzate come chiamate e Job asincroni, compressione gzip, cache, integrazione con Spring
Author: Massimiliano Dessì
Scala Traits
In questo articolo vedremo una delle interessanti caratteristiche del linguaggio Scala riguardo i mixin. In Java abbiamo la possibilità di implementare un qualsiasi numero di Interface a piacere, ma purtoppo non è possibile riutilizzarne l’implementazione . Read more…
Multiplayer on-line: dall’iPhone a Darkstar
Attraverso il framework opensource Darkstar è possibile implementare un server per il gioco multiplayer online Java e far comunicare client iPhone tra loro per portare una nuova esperienza sui device mobile.
Spring Web Flow 2-parte-1
Le web application basate sul protocollo HTTP sono per loro natura stateless.
In alcune situazioni particolari, richieste da determinati tipi di problemi, si rende necessario avere “memoria” tra una interazione client-server e l’altra per poter realizzare una “macchina a stati”. Per fare questo, dobbiamo appoggiarci alla HttpSession, rendendo l’applicazione Stateful, ma dobbiamo pagare il prezzo di avere un applicazione meno leggera e scalabile (a meno di usare altri strumenti come Terracotta). Read more…
Effetti “AJAX” con Java Micro Edition – parte 1
Molti sviluppatori, negli ultimi anni, si sono ritrovati ad affrontare le sfide poste dall’evoluzione delle interfacce utente in un numero crescente di dispositivi mobili. L’avvento di nuovi sistemi operativi, si pensi ad iPhone OS o ad Android, e di browser con funzionalità paragonabili a quelli dei PC, ha reso necessario lo sviluppo di nuove tecnologie che permettano alle applicazioni Java ME di reggere la competizione con l’arrembante concorrenza.
L’interminabile processo di formalizzazione di MIDP 3.0 e la scarsissima adozione su dispositivi reali del pur lodevole Java FX hanno però costretto gli sviluppatori a trovare una serie di soluzioni alternative, spesso consistenti in uno sfruttamento estremo dell’infrastruttura grafica a basso livello del “vecchio” MIDP 2.x.
Usando con accortezza le possibilità offerte dalle ridotte API del MIDP 2 è possibile implementare animazioni ed effetti simili a quelli Ajax. In questo post mostreremo alcuni accorgimenti che facilitano la scrittura di una funzionalità “AJAX” simile a quello usata da Google per suggerire termini di ricerca man mano che si scrive in un campo testo. L’implementazione di un client mobile dotato di una UI completamente customizzata è un lavoro lungo e di una certa complessità: in questo articolo forniremo solo le nozioni basilari per affrontare questa problematica.
Design Patterns
Norme di buona programmazione ad oggetti
Conosci i pattern? Questa e’ una domanda che prima o poi qualsiasi sviluppatore software si sentira’ fare, o si porra’ da solo. Mitizzati da alcuni, trascurati piu’ o meno volutamente da altri, i pattern, meglio noti come “design patterns”, rappresentano per la progettazione software l’analogo di quelle norme pratiche, tecniche o accorgimenti basilari che costituiscono il fondamento di ogni arte o mestiere.
L’unica differenza e’ che, mentre la maggior parte dei mestieri con una certa dose di creativita’ provengono da una lunga tradizione e i loro procedimenti sono quindi in qualche modo “standardizzati”, quello del programmatore (ad oggetti) e’ un mestiere relativamente recente, e ancora quindi non perfettamente delineato nei suoi canoni. Era inevitabile quindi che un giorno qualcuno si rendesse conto che era il caso di porre ordine in questa situazione, e di provare quindi a delinerare le “regole
del buon programmatore”. Read more…